L’intervista al Mister #2

Alla fine della partita contro il Corbiolo eri molto soddisfatto. Oggi a mente fredda che giudizio dai alla partita dal punto di vista tecnico?

Abbiamo fatto una buona gara, i ragazzi hanno speso tanto e lottato per portare a casa la vittoria… dobbiamo lavorare tanto per trovare un equilibrio di squadra ma ci vuole tempo.

Vista la prima partita fuori casa e la seconda nel nostro campo, quanto pensi che possa contare il fattore campo in questo campionato?

Vedendo queste prime due gare direi che il fattore campo per la Clivense è relativo, contando sul pubblico che ci segue è come se giocassimo sempre in casa.

Scopriamo un po’ mister Allegretti. Che  centrocampista sei stato? Qual è il tuo modello di allenatore? 

Io ero un centrocampista d’ordine, viste le mie caratteristiche ero uno che per forza di cose dovevo usare molto la testa perché dal punto di vista fisico soprattutto in Serie A trovavo avversari con strutture diverse… come ho più volte detto non ho un vero allenatore a cui ispirarmi ma conservo qualcosa di tutti.

Sotto quali aspetti tecnici deve ancora crescere la tua squadra?

Dobbiamo migliorare la gestione… troppe volte siamo lunghi come squadra ed essendo ancora indietro di condizione dobbiamo capireì quando forzare e quando invece recuperare

Abbiamo visto che non tieni un modulo fisso. Come gioca la squadra ideale di mister Allegretti? 

In queste due settimane abbiamo avuto parecchi infortuni che hanno condizionato la disponibilità dei ragazzi per le gare… la prima partita ad esempio non avevamo attaccanti di ruolo a differenza della seconda quindi semplicemente ho cercato di mettere tutti nelle migliori condizioni per rendere al massimo. Non sono certo un allenatore che cambia in base agli avversari ma nemmeno mi ostino a fare un certo tipo di modulo se non ho gli interpreti per farlo.

Sei consapevole che i tuoi ragazzi sono alla ricerca della realizzazione di un sogno? Che tipo di responsabilità ti senti addosso? 

Ho detto fin da subito a loro di godersi ogni cosa che questa avventura gli porterà… l’importante è non sentirsi all’improvviso campioni e cercare di mantenere un comportamento rispettoso verso tutti.Io sono una componente importante ma non il più importante… esistono i ruoli, il loro è quello di andare in campo e cercare di vincere, il mio è metterli nelle migliori condizioni per farlo.

Quanto e come è diverso preparare una gara di Terza categoria rispetto alle altre categorie dove hai lavorato?

Arrivo da un anno di Primavera dove si studiano gli avversari e dove si lavora tutti i giorni su tutti gli aspetti di campo e non… oggi con tre allenamenti io devo cercare di dare un minimo di condizione fisica, lavorare per avere un’identità ma anche far divertire giocando i miei ragazzi perché considero la testa la cosa più importante quindi molte sfide, partitine, giochi.

Tu vivi a Trieste, come molti tuoi giocatori anche tu fai il “pendolare” del calcio.Quanto può essere stancante, per te e per i tuoi ragazzi il lavorare in un circuito di non professionisti?

Si vivo a Trieste da ormai 4 anni… ho moglie e 3 figlie piccole… 5 giorni a settimana sono fisso a Verona tra allenamenti e partita quindi ovviamente è un sacrificio familiare non da poco, ma ho scelto di fare questa cosa consapevole che se si vuole ottenere qualcosa bisogna lottare e credere dando il massimo… tanti dei miei ragazzi hanno scelto di lasciare le loro città per provare questa avventura, alcuni stanno ancora cercando lavoro e mi auguro presto possano avere una stabilità extra calcistica.

Prepariamo la partita con le Golosine: dove lavori di più per migliorare la squadra? Cosa ti aspetti?

Intanto da mercoledì la valutazione sarà su quali ragazzi potremo recuperare poi lavoreremo come sempre sull’aspetto fisico in primis e poi organizzativo… domenica sarà un’altra gara non facile ma conterà molto il nostro atteggiamento e la nostra determinazione.